UN'ALTRA PUNTATA DELLA RUBRICA "A BRIGLIE SCIOLTE" DEL NOSTRO CO FONDATORE ANDREA ZILLI CON TRE SUE OPERE DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.
LA CITTA'
Alle prime luci della sera
la città consuma un altro respiro.
Un drink in compagnia
oppure anche sola.
Guardando l'orizzonte
la mente comincia a disegnare progetti per il domani,
fantasticando per una volta sul prossimo giorno
senza pensare per un attimo ai problemi.
La natura rallenta il proprio cammino quando arriva sera
mentre le città si prendono del tempo per vivere la leggerezza.
Un drink dietro l'altro
mentre gli occhi si accendono quando un incontro
accende un fuoco dentro il cuore.
Arriva la notte
si spengono le luci.
La città si spoglia della propria armatura
con il desiderio di sognare.
LIVIDI
Ricordo quei volti
sono rimasti scolpiti sui lividi.
Nascondevano la natura malvagia
dietro una tunica.
A mani giunte
pregavano un Dio
che chissà se ha guardato al di là delle nuvole.
Ogni giorno passato sulla terra
sembrava un viaggio all'Inferno.
Ho visto anime in lacrime
chiedere un perché ad una sagoma
fatta di silenzio
e di veleno.
Prigionieri dentro quattro mura
in una tela priva di colore.
Ritrovo quei volti
ogni volta che chiudo gli occhi.
Guardando negli occhi un innocente passante
ritrovo nei solchi del viso
quel ghigno di malvagità.
Mascherando la natura
si raccoglievano in preghiera.
Alla fine del viaggio
ci sarà il giudizio
e non ci sarà tunica a mascherare il peccato.
La poesia in parte prende spunto dal film "MAGDALENE" Magdalene (The Magdalene Sisters), film del 2002 scritto e diretto da Peter Mullan.
Un film che parla dei soprusi da parte di rappresentanti religiosi.
PUNTO DI VISTA
Sei un uomo
come tanti altri.
Ognuno con i propri limiti
e con un amore che ti fa riscoprire più fragile.
C'è chi si raccoglie in preghiera
e chi vive la festività divorando semplicemente bignè.
Sotto questo cielo c'è chi ti darà del blasfemo
solo per averlo immaginato.
Ci sarà chi puntando il dito
avanzerà giudizi da incollarti su quello sguardo.
Tu però vivi la tua libertà,
ad ognuno il proprio spazio in questo mondo.
Siamo piccole cicatrici
sotto un cielo stellato.
Siamo quelli che alzano la voce
e mostrando i pugni si illudono di essere immortali.
Ad ogni critica
per il libero modo di vivere la quotidiana ora
sarai come un muro di gomma.
C'è chi siede in chiesa
e chi guardando il sorriso di un figlio
divora l'ennesimo bignè.
Ci sarà chi dirà che è l'ennesimo peccato di gola,
ma per me è la fotografia della quiete.
Ci sarà sempre chi mi vorrebbe in un confessionale
a raccontare il mio punto di vista,
ma per me non c'è spazio per la noia.



























































