PORTOGRUARO:
COMUNICATO STAMPA PD PORTOGRUARO E GRUPPO CONSILIARE PER UN'ALTRA PORTOGRUARO SU " Punto nascita, basta numeri: adesso servono scelte politiche serie:“Difendere il punto nascita significa difendere una comunità intera: noi ci siamo" ".
Comunicato Stampa
Punto nascita, basta numeri: adesso servono scelte politiche serie:
“Difendere il punto nascita significa difendere una comunità intera: noi ci siamo.”
Sul punto nascita di Portogruaro adesso serve una cosa molto semplice: cominciare a costruire una risposta politica e istituzionale all’altezza della situazione. La vicenda è aperta proprio per questo non è il momento delle bandierine, ma del lavoro serio e della chiarezza. L’ennesima chiusura del servizio in questi anni è la dimostrazione che la sanità di stampo aziendalistico e spinta sul privato è in sofferenza: è il momento di ripensare le logiche che regolano da anni la sanità pubblica e di finanziare i servizi specie quelli territoriali come i punti nascita.
“Il punto nascita - afferma Silvia Arreghini, segretaria del Partito Democratico di Portogruaro e capogruppo di Per un’Altra Portogruaro - non è un numero in una tabella. È un servizio che parla alle donne, alle mamme, ai genitori, alle famiglie e a un intero territorio. Quando si mette in discussione un presidio come questo si sta dicendo anche che idea si ha della comunità e di quanto si voglia davvero investire nel suo futuro.
È compito doveroso di un Sindaco attivarsi per far sentire la voce di questo territorio: attendiamo una regia di Toffolo che abbiamo richiesto come gruppo con la convocazione dei capigruppo consiliari. Trasformi le sue dichiarazioni stampa in un’iniziativa concreta, comune e visibile con il Consiglio comunale e la Conferenza dei Sindaci e apra tavoli di lavoro seri istituzionali coinvolgendo anche il vicino Friuli per ripensare i servizi socio-sanitari territoriali a tutela delle nostre comunità.
In questi anni, ogni volta che si è trattato di difendere servizi sanitari territoriali, da parte del centrosinistra e del Partito Democratico non è mai mancata la disponibilità a sostenere battaglie comuni, oltre gli schieramenti. Una disponibilità che troppo spesso non è stata raccolta e spesso criticata. Ci auguriamo che questa volta la narrazione cambi. Le battaglie a tutela dei diritti e dei servizi per i cittadini non hanno colore politico. Noi ci siamo, come ci siamo sempre stati. Adesso tocca a chi governa davvero la sanità veneta dimostrare di voler difendere Portogruaro con i fatti.”
“Senza reparti di prossimità - afferma Alessandra Taverna, portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche della Città Metropolitana di Venezia - le donne affrontano una medicalizzazione più invasiva e subiscono una limitazione della loro libertà di scelta sul luogo e sulle modalità del parto. La Conferenza delle Donne Democratiche di Venezia vuole denunciare - ancora una volta - il depotenziamento della sanità pubblica territoriale a favore di quella privata e si mobilita per la difesa dei servizi essenziali e del diritto alla salute delle madri e dei bambini. Senza dimenticare le lavoratrici e i lavoratori che fino ad ora hanno messo a disposizione la propria professionalità a servizio della comunità portogruarese.”
“La questione del punto nascita - continua Irina Drigo componente della Conferenza e consigliere comunale - riguarda anche il futuro del nostro territorio. Dove arretrano i servizi essenziali, arretrano inevitabilmente anche le opportunità, la qualità della vita e la capacità di trattenere giovani famiglie. Per questo difendere il punto nascita di Portogruaro significa difendere un’idea di territorio vivo, attrattivo e non marginale. Le comunità periferiche non possono essere considerate cittadini di serie B quando si parla di diritto alla salute e servizi pubblici.
“Le chiusure dei punti nascita - conclude Arreghini - vengono spesso motivate richiamando linee guida sulla sicurezza, che fissano a 500 parti l’anno la soglia minima e indicano in 1.000 parti lo standard ottimale. Ma la questione è più radicale e riguarda una scelta politica: decidere se limitarsi a tagliare i presidi più piccoli o investire risorse, personale e organizzazione per garantire sicurezza e qualità anche nei territori oggi sotto soglia.
Le scelte sulla sanità veneta sicuramente non nascono oggi e non nascono a Portogruaro. La sanità regionale è governata dal 2010 direttamente dalla Lega, che quindi ha tutti gli strumenti politici e amministrativi per intervenire. Bisogna essere seri: chi governa la Regione e il bilancio sanitario non può presentarsi ogni volta come se fosse spettatore di decisioni prese da altri. La Lega ha i mezzi per agire in Regione: li utilizzi. Chi ricopre livelli sovracomunali non può intestarsi a posteriori difese che arrivano dopo scelte, indirizzi e responsabilità che stanno dentro il proprio governo.”



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